La fine della celiachia è in un enzima: guida alle due nuove cure

La fine della celiachia è in unenzima chiamato ALV003 che èstato impiegato con successo in uno studio condotto 

all’università finlandese diTampereSecondo quanto emerso dalla ricerca realizzata dal Tampere University Hospital,

la sperimentazione in via preliminare dell’effetto di un enzimachiamato ALV003,

ha dimostrato di potere mettere fine alle lesioni provocate dalla celiachia sulle pareti intestinali.  

Dopo aver somministrato ai due gruppi di controllo due grammi di glutine algiornodi cui al primo è stata 

fornita una versione corretta conl’enzima ALV003gli studiosi finlandesi hanno riscontrato che esso ha 

contrastato in maniera efficace l’effetto del glutine mentre gli altri pazienti che avevano assunto semplice 

glutine hanno manifestato i tipici sintomi della malattia, come nausea, crampi e dolori addominali.

Ma l’impiego dell’enzima ALV003 nellarisoluzione della celiachia non è l’unica strada battuta di questitempi dalla scienza

che di recente, e proprio in Italia, haindividuato una nuova possibilità di eludere la patologia.

Fine della celiachia, la cura del glutine speciale

Grazie al lavoro di un’equipe di ricercatori dell’università diFoggia, è stato ideato proprio da

pochi giorni un metodo innovativo capace di modificare le proteine del glutine nel frumento in maniera

 tale che non possano più scatenare le intolleranze in pazienti affetti da celiachia.

Secondo quanto riferito dai ricercatori pugliesiil glutine specialemodificato consentirà ai celiaci di poter 

consumare gli alimentisino ad oggi strettamente vietati,

grazie alle conoscenze in campodi proteomica. Il metodo messo a punto dai professori Aldo DiLuccia e 

Carmen Lamacchia, in collaborazione con la ricercatrice del CnrCarmela Gianfrani

si basa infatti su una proteina commestibile e anti- allergica che presto potrebbe essere destinata alla 

preparazione di pasta, pane, merendine e prodottida forno comunemente ottenuti dal frumento.

L’uso della proteina è infatti in grado di interrompere la sequenzadi reazioni chimiche che avvengono in seguito 

all’arrivo del ciboingerito nel lume intestinale.

Ma allo stesso tempo, i cambiamentimolecolari innescati non influisconospiegano i ricercatori ideatori 

del metodosul gusto e sull’aspetto dei prodotti a base difrumento tradizionali

Dalla ricerca arrivano dunque due importanti e concrete prospettiveche specie nel caso del glutine 

speciale ideato all’università di Foggiasi sono già poste come imminenti soluzioni ai problemi 

di chi da troppo tempo soffre di una patologia tanto fastidiosaquanto socialmente discriminante.

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